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 C o m p e t e n z e 

 (Il Bilancio personale di orientamento)

Di Valeria Rosaria Minervini

Fonti: C.Ruffini, V.Sarchielli (a cura di), Il bilancio di competenze. Nuovi sviluppi, F.Angeli, Milano, 2001.

Alby F, Mora F. l bilancio di competenze. Conoscere se stessi e capire le organizzazioni,Carocci, 2004. 

 Link testuale Vivastreet Il mondo del lavoro è attualmente in continua trasformazione e rispondere alle esigenze che si presentano non è facile, occorre essere flessibile e competenti.

Ma cosa significa essere competenti? La competenza è intesa come il saper fare nel senso di conoscere le procedure  operative da effettuare per eseguire una determinata mansione; è chiaro che per saper fare occorre anche sapere ciò che si fa, avere una conoscenza approfondita di ciò che viene richiesto. A ciò si unisce quello che è comunemente chiamato il saper essere ovvero la capacità di adattarsi alle esigenze del contesto lavorativo, di gestire eventuali situazioni inattese da esso derivanti, di relazionarsi con i propri colleghi ecc.

Diventa quindi di imprescindibile importanza, per chi si affaccia al mondo del lavoro o per chi si trova a cambiare professione, spinto dai bisogni del mercato, disegnarsi un proprio progetto personale professionale finalizzato alla consapevolezza del proprio bagaglio di competenze. Questo è quello che avviene grazie al bilancio di competenze.

Di solito è possibile svolgere un bilancio di competenze all’ interno di specifici sportelli di orientamento o di uffici pubblici o privati adibiti alla ricerca del lavoro; esso può essere sia individuale che di gruppo.

Se in un percorso di gruppo ci si limita essenzialmente, per motivi di tempo e di gestione del bacino di utenza, ad una individuazione del proprio saper fare; in un percorso individuale l’ utente viene seguito maggiormente anche con consulenze personalizzate. Più specificatamente ad un livello individuale il bilancio di competenze dà all’ utente “…l’opportunità di sviluppare una maggior conoscenza di sé e dei contesti sociali e organizzativi in cui è inserito e parallelamente...” e  “…di negoziare, in primo luogo con se stesso, un progetto di sviluppo realistico di crescita socio-professionale”.

Il percorso individuale può prevedere circa sei incontri, oltre a incontri con altri esperti, al lavoro fatto a casa, a interviste e altre esperienze formative. L’ intervento complessivo ha una durata di circa 15-20 ore, mentre gli incontri hanno una durata di 2 o 3 ore; gli incontri si svolgono in un arco di tempo da 3 a 6 mesi.(Ruffini, Sarchielli, 2001).

In questo metodo di consulenza di carriera il percorso segue delle tappe specifiche che sono essenzialmente:

1.      La storia

-          l’esperienza professionale (ricostruzione dei job passati e del job attuale attività della persona nel lavoro/modo di esercitare il ruolo;

-          l'esperienza extraprofessionale (attività svolte in ambiti extralavorativi)

2.      L’esperienza scolastica e formativa

3.      Gli interessi professionali, le rappresentazioni del lavoro, le motivazioni e i valori;

4.      Le competenze e le risorse psicosociali (competenze e risorse possedute/attivabili

      competenze trasferibili)

5.      La conoscenza del contesto e delle opportunità (settori, aree professionali e ruoli lavorativi di interesse)

6.      Il progetto di sviluppo professionale e il piano d’azione

 L’ operatore opera con strumenti quali metodi narrativi ed autobiografici (racconti e storie di vita); questionari; test cognitivi, di interesse, di personalità; colloqui orientativi.

Durante gli incontri l’ utente è invitato a produrre un proprio portafoglio di competenze finalizzato a renderlo consapevole delle competenze che possiede o che potenzialmente potrebbe sviluppare in ambito in ambito lavorativo. Esso costituisce una sorta di diario del percorso che viene portato avanti volta per volta; tale dossier è solitamente diviso in una parte pubblica (curriculum, certificati, attestati, lettere di referenza) e una privata che contiene altri documenti quali (mappe, racconti, schede di autovalutazione, profili fatti dal consulente, progetto di sviluppo, interviste ad esperti ecc.)

Il bilancio di competenze è quindi uno strumento che aiuta a raggiungere maggiore consapevolezza del proprio saper fare, sicurezza in se stessi, autostima affinché si possa affrontare il mondo del lavoro e la ricerca stessa del lavoro in maniera adeguata e motivata.  

C.Ruffini, V.Sarchielli (a cura di), Il bilancio di competenze.Nuovi sviluppi, F.Angeli, Milano, 2001.

Alby F, Mora F. l bilancio di competenze. Conoscere se stessi e capire le organizzazioni,Carocci, 2004.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento

03 febbraio, 2012 16.37.24

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