Il colloquio di
lavoro costituisce il momento più importante della ricerca di lavoro. Nel
momento in cui un datore di lavoro o un selezionatore convoca il candidato, per
un colloquio di lavoro, è presumibile pensare che il curriculum sia stato letto
e ben valutato superando, così, quella prima fase di “scrematura” che potremo
chiamare “screening” dei curricula.
Da questo momento
in poi risulterà decisivo affrontare il colloquio nel modo migliore.
Per evitare di
presentarsi impreparati, al colloquio di selezione, è opportuno seguire alcune
indicazioni: informarsi sull'Azienda per la quale ci si propone; esercitarsi,
rispondendo a domande afferenti il proprio curriculum, il proprio carattere, i
propri punti di forza e di debolezza.
Portare con se
una copia aggiornata del curriculum e una foto tessera, assicurandosi di
consegnare una copia non piegata e priva di macchie o aloni.
Essere educati e
cortesi: non protrarre nel tempo l'appuntamento se non sussistono motivi
rilevanti. In questa ultima evenienza, è opportuno avvisare per tempo,
scusandosi e cercando di fissare subito un altro appuntamento. Essere puntuale,
evitando sia ritardi, anche di pochi minuti, sia cospicui anticipi nel
presentarsi.
Approfittare, in
caso di attesa, per riorganizzare i propri pensieri senza mostrare impazienza,
cercando, in caso di eccessiva ansia, di rilassarsi respirando profondamente.
Durante il
colloquio non assumere un atteggiamento né aggressivo né remissivo. Ricordarsi
di dare sempre del lei al proprio interlocutore anche se, quest’ultimo,
risulterà essere più giovane del candidato.
Mostrare un
atteggiamento deciso, e nel contempo non arrogante, potrebbe contribuire a
creare, nel selezionatore, un’idea positiva della persona selezionata.
Ricordare di
assumere una posizione corretta, restando dritti sulla sedia; evitare di
giocherellare con capelli, con collane, chiavi o altro; non tormentarsi le mani,
non scivolare sotto al tavolo, evitare di grattarsi, di mettersi le dita in
bocca o di contorcersi sulla sedia.
Ascoltare con
attenzione l’interlocutore e, se necessario, riflettere attendendo qualche
secondo prima di dare una risposta; chiedere spiegazioni, se non si è sicuri di
aver capito la domanda.
Rispondere con
semplicità e sincerità a tutte le domande che vengono poste risulta essere
sempre, in ogni caso, la scelta migliore anche nell’eventualità in cui, tali
domande, dovessero apparire banali o fuori luogo: servono per inquadrare la
personalità.
Il modo di
relazionarsi con gli altri (i colleghi, i clienti, i superiori, ecc. ecc.), nel
lavoro, conta quanto la preparazione e la competenza che si detengono.
Lo sviluppo di un
dialogo armonioso potrebbe essere il segnale che il colloquio procede bene
evitare, quindi, di interrompere l’interlocutore e di parlare in continuazione.
Evitare con lo
sguardo di cercare complicità, guardare in faccia l’interlocutore, non guardarsi
attorno e non abbassare lo sguardo frequentemente. Cercare di comunicare con il
corpo è sintomo di apertura e disponibilità: non posizionarsi, quindi, con le
braccia conserte o pugni chiusi.
L'orologio non va
guardato in continuazione: lasciare che sia il proprio interlocutore a dare il
ritmo al colloquio.
Non fare subito
domande relative alla parte economica, l'argomento verrà affrontato dal
selezionatore probabilmente nel colloquio successivo.
In fase
conclusiva del colloquio è bene salutare cordialmente, una stretta di mano
calorosa e un sorriso lasciano sempre un buon ricordo, ringraziando e chiedendo
come evolverà la fase di selezione. Non mostrarsi impaziente nell’avere una
risposta. Infine, se si attendono le valutazioni di altre proposte è sufficiente
renderlo noto, con garbo.